Architetture militari di Napoli

Sin dall’epoca greca le mura cittadine si estendevano su un tracciato quadrangolare delimitato a nord sull’odierna via Foria, a sud dal corso Umberto I, ad ovest su via San Sebastiano e ad est su via Carbonara. Queste saranno poi riprese anche in epoca romana, costituendo quindi il centro antico della città.

Delle modifiche furono compiute per accogliere i profughi dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e sotto Valentiniano III.

LE FORTIFICAZIONI DELLE VARIE DINASTIE

Napoli ha visto l’avvicendarsi di diverse dinastie straniere, motivo per cui ha dovuto dotarsi di poderose fortificazioni: il Castel dell’Ovo, direttamente sul mare, costruito sulle vestigia della Villa di Licinio Lucullo, con funzione prettamente difensiva delle coste cittadine, data la sua posizione pressoché centrale; il Castel Capuano, costruito nel 1153 per volere di Guglielmo I di Sicilia, con lo scopo di proteggere l’entroterra ma anche di fungere da residenza reale.

In epoca angioina le mura si estendevano per circa 4,5 km comprendendo un’area di circa 200 ettari e circa 30.000 abitanti. Il fossato a nord fu denominato carbonarius publicus in quanto vi venivano bruciati i rifiuti, quello a ovest Lavinaius in cui fluivano le acque piovane prima di gettarsi in mare.

Ulteriori modifiche furono effettuate nel XIII secolo da Carlo I d’Angiò in direzione della marina fino ad includere il Castel Nuovo; e nel 1484 dagli aragonesi in direzione del Carmine fino ad includere l’omonimo castello. In questa fase furono edificati altri tre castelli: il Maschio Angioino, che assunse il ruolo di residenza reale, il Castel Sant’Elmo, che aveva una funzione di controllo della città grazie alla sua favorevole posizione in altura, ed il Castello del Carmine.

Durante il vicereame spagnolo furono intrapresi nuovi lavori di murazione. Nonostante il divieto di estendersi fuori le mura, nel 1656 la città contava oltre 400 000 abitanti. Al periodo del viceregno invece, risalgono il Castello di Nisida ed il Forte di Vigliena. La caserma Garibaldi infine, rappresenta l’ultima fortificazione, sorta poco prima l’unità d’Italia.

Altri castelli, per lo più palazzi o monasteri fortificati, sono locati oltre le mura e nel suo circondario. Da segnalare anche i piccoli fortini daziari del muro finanziere (come quello in stile neogreco del ponte dei Granili, l’ultima cinta muraria che circondava la città ottocentesca.

Con lo sviluppo delle tecnologie belliche, le mura persero via via valore fino a scomparire del tutto.

LA CINTA MURARIA ORIGINALE

La cinta muraria originale era intervallata da una serie di torri, dapprima erette in tufo e poi in piperno e pietra lavica, accompagnate lungo il percorso da una serie di portali dei quali sono ancora visibili testimonianze: porta Medina (1640) nell’attuale Montesanto, porta San Gennaro (1573) nell’attuale piazza Cavour, porta Capuana di vetuste origini, port’Alba (1625) nell’attuale piazza Dante. Per quanto concerne le torri ne sono sopravvissute varie e si ricordano torre Ranieri e torre San Domenico.

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